ALESSIA SILLA
Sono Alessia Silla, laureata alla Sapienza in psicologia clinica e di comunità. La mia tesi trattava della prevenzione dell’abbandono scolastico a Napoli, un progetto innovativo “Chance”realizzato nei Quartieri spagnoli, Barra e San Giovanni.
Dopo la laurea ho intrapreso un tirocinio formativo presso la ASL di zona, nel reparto materno infantile. Mentori capaci che mi hanno dato fiducia, mi hanno insegnato a lavorare con le sofferenze profonde dei più piccoli.
Alla ricerca di una prima occupazione, a termine del tirocinio, sono stata assunta dalla Geress, società che si occupava della gestione delle comunità psichiatriche. Mi sono dedicata anima e corpo al lavoro di riabilitazione dei pazienti con patologie psichiatriche imparando e prendendo molto più di quanto avessi potuto immaginare. Durante questa fase lavorativa, mi sono specializzata in psicoterapia cognitivo comportamentale, presso la Musilva-spim, con il massimo dei voti e la lode.
Ho inoltre appreso nella stessa scuola, il modello di terapia attraverso la musica, BMGIM, uno dei pochi riconosciuti validi dalla OMS. In seguito ho approfondito la mia formazione conseguendo il titolo di Mindfulness trainer.
Questo percorso mi ha portato ad un ascolto più aperto e alla capacità di essere più empatica con le sofferenze dei miei pazienti. Solo dopo una lunga formazione e un’intensa esperienza sul campo ho aperto il mio studio privato.
Diventando io stessa genitore, ho deciso di intraprendere il corso per educatore COS-P, un modello per aiutare i genitori a comprendere i bisogni profondi dei loro figli.
Insegnare la Self-compassion agli adolescenti
Lorraine Hobbs e Niina Tamura ci mostrano in questo loro lavoro come la selfcompassion, ossia la capacità di avere una relazione amicale e affettuosa con se stessi, sia una risposta efficace alle sfide che gli adolescenti devono affrontare. La loro proposta è semplice e al contempo innovativa: attraverso un training specifico di gruppo in self-compassion mirano ad offrire agli adolescenti in difficoltà una serie di esperienze e di pratiche volte alla benevolenza nei confronti della loro stessa sofferenza. L’obiettivo principale è quello di aiutarli a riconoscere il dolore, a maturare verso di esso un atteggiamento calmante e di conforto, contrastando l’autocritica eccessivamente severa in cui spesso li vediamo impegnati. Le turbolenze emotive e i compiti evolutivi ai quali i ragazzi sono chiamati a rispondere durante l’adolescenza sono davvero difficili. Il protocollo presentato in questo libro li può aiutare a trovare quella attenzione concentrata (mindfulness) e quella relazione di sostegno con loro stessi (self-compassion), utili a condurli con successo nella vita adulta.